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Il lancio con il paracadute (Riccardo Sr)

Fin dai primi anni ’50 Riccardo Sr era solito esibirsi in manifestazioni acrobatiche con l’aliante.
Nel Maggio del 1959, durante una manifestazione sull’aeroporto di Bresso, Riccardo si esibisce in un numero acrobatico  su aliante Uribel.
Durante una manovra si spezza il tronco di coda finale probabilmente per una cricca esistente ma non visibile.
A Riccardo non rimane che lanciarsi sotto gli occhi del pubblico.
Non esistono immagine del momento.
Eleonora Brigliadori, sua figlia, ha quindi voluto ricostruire l’accaduto proponendo un disegno con chiara interpretazione artistica.

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L’atterraggio sotto la grandine (Leonardo)

Nel 1963 Leonardo partecipa ai Campionati del Mondo in Argentina.
Durante una delle prove Leonardo è costretto ad un fuori campo sotto una imponente grandinata.
A causa della scarsissima visibilità la corsa di atterraggio si ferma contro un filo spinato.
La capottina si rompe in decine (quasi centinaia) di piccoli pezzi.
Durante la notte, l’aiutante di Leonardo, Umberto Mantica, ricostruisce la capottina in frantumi tenendo insieme i pezzetti con il cloroformio.
Il giorno dopo il pilota è ai comandi del suo Uribel. Questa generosa operazione notturna consente a Leo
di continuare la gara e di concludere al 4° posto i suoi Campionati Mondiali.

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L’atterraggio nell’Aeroporto di Ghedi (Leonardo)

Nell’Aprile del 1976 Leonardo ed il suo inseparabile compagno di volo Bob Monti stanno compiendo un tentativo
di record sulle Alpi. La giornata è in forte peggioramento e i due si trovano costretti a scivolare dalle montagne
verso la pianura. La pianura offre condizioni di veleggiamento talmente scarse che sono costretti ad atterrare “comodamente” sull’aeroporto di Ghedi. L’accoglienza è ottima ma, sfortunatamente, a bordo dei rispettivi alianti ci sono le macchine fotografiche; attrezzatura indispensabile, all’epoca, per dimostrare il sorvolo di punti caratteristici ai fini della prova del volo record.
La presenza di macchine fotografiche su un aeroporto militare costituiscono un reato penale.
Leo e Bob si giustificano dimostrando che le apparecchiature erano funzionali al tentativo di record di distanza. Naturalmente, alla fine, l’hanno spuntata.

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La prima trasvolata in aliante a Rieti (Leonardo)

Nel 1975 era stato indetto un concorso dalla rivista Volo a Vela con l’assegnazione di un premio
al primo pilota che avrebbe compiuto il volo da un aeroporto prealpino del nord Italia a Rieti.
Il 17 Aprile del 1977 il giorno si presenta e Leonardo è pronto al volo.
Raggiunge “in onda” i 5.500 metri di quota nelle valli bergamasche ed attraversa la pianura padana.
Gli Appennini sono già nelle buone condizioni ed il volo prosegue senza particolari difficoltà fino a Rieti.
Il volo è stato effettuato con un aliante Cirrus con 38 di efficienza.

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Un combattimento in roccolo – Australia 1987 (Leonardo)

Nel 1987 si disputano i Campionati del Mondo in Australia. Leonardo difende il titolo essendo Campione in carica e,
a metà gara, si trova primo in classifica generale. Durante la settima prova il cielo è blu e molti alianti della classe standard si trovano in un “roccolo” insieme nella stessa termica per guadagnare quota.
Ad un tratto il Discus “LB” viene letteralmente speronato in volo dal polacco Witek. L’aliante perde la metà destra dell’equilibratore. Leonardo sta per buttarsi con il paracadute ma realizza che, in qualche modo, riesce a controllare l’aliante. Si dirige, al quel punto, su un campo ed atterra.
Il giorno stesso Klaus Holighaus in persona, proprietario e progettista della Schempp Hirth, recupera con un aereo a motore un piano di coda di un altro aliante a 1000 km di distanza. Il piano di coda arriva durante i decolli della giornata di gara. Leonardo imbarca il piano di coda e riesce a vincere la prova della giornata.

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I traini doppi (Leo, Ricky e Riccardo)

Negli anni ’50 non era insolito vedere traini doppi. Un aeroplano cioè che trainava due alianti contemporaneamente. La potenza dei rimorchiatori e le basse velocità d’impiego degli alianti era tale da consentire questa prassi.
§Con gli alianti moderni tale prassi è più difficoltosa.
Il traino doppio è stato utilizzato più volte da Alzate da Leo e Ricky per compiere qualche tentativo di record insieme con sgancio in Grigna.

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La trasvolata verso Vienna (Ricky e Leo)

Il 30 Marzo del 1989 è una bella giornata, come spesso capita a fine Marzo. E’ da tempo che aspettiamo condizioni meteo idonee per il volo verso est; Vienna perché no?
Arrivati al passo del Tonale scopriamo con piacevole sorpresa che tutto l’est sembra libero. Con me ed il Leo c’è un terzo aliante, quello di Simon Leutenegger – grande amico e rivale dei Mondiali di Rieti – che era ad Alzate in quei giorni. Entrati quindi in val di Fassa decidiamo di proseguire fino a che è possibile. Vienna è fattibile!
Purtroppo arrivati a circa 90 km, a causa di seri problemi fisici dovuti al freddo dobbiamo abbandonare ed atterrare a Timmersdorf. L’impresa più difficile avviene il giorno dopo. A Timmersdorf infatti non esiste traino.
Lo devono chiamare da Lanzen Turnau. Ma il traino è solo uno e noi siamo in tre. In aggiunta le condizioni meteo non sono quelle del giorno prima. L’aria è ferma e le termiche non partono. Decidiamo quindi di fare un traino in direzione ovest fino a 4.400 metri (è la tangenza del Robin a traino), di più non si può. Con quella quota avremmo planato in Val Pusteria nella speranza di raggiungere le termiche del pomeriggio.
A me è capitato l’ultimo turno. Praticamente 2 ore dopo il primo traino di Leo.
Leo e Simon arrivano a Bolzano e li riescono a trovare un altro traino che li porta oltre il passo del Tonale per atterrare nell’aviosuperficie di Sondrio. Io arrivo quasi al buio a Bolzano; tento invano di arrivare verso il Tonale ma devo rinunciare. Atterro a Bolzano. Mi verranno a recuperare in auto mio fratello e Francy a notte fonda!

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Il primo volo di 1.000 km sugli Appennini (Ricky Brigliadori)

Nel 1993 al termine di una stagione particolarmente secca tento un volo di 1000 km,
mai riuscito prima di allora a Rieti.
Devo purtroppo cambiare il programma in volo in quanto, a dispetto delle attese, la situazione a sud non è ancora pronta. Volerò comunque i primi 1.000 km liberi effettuati sugli Appennini.

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La trasvolata d’Italia – Il volo di Taranto (Leonardo)
Per una delle imprese più incredibili che siano state fatte preferiamo lasciare spazio al racconto della rivista VOLARE.
Ci limitiamo a fare solamente alcune considerazioni. Le giornate che consentono un volo di questo tipo non sono molte. E’ necessario un travaso di vento forte da Nord (il Foehn) che consenta di “fare onda” raggiungendo almeno i 6.000 metri di quota per attraversare la pianura Padana. Ma non basta perché normalmente quando entra il Foehn il centro Italia è ancora interessato da un regime di circolazione depressionaria e quindi di condizioni non volabili.
E’ necessario che la depressione che precede il foehn sia posizionata molto più a nord dei Balcani (dove normalmente invece si posiziona).
In questo caso si trattava di un secondo impulso di vento da nord e la vera depressione si era quindi già allontanata molto ad est.

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I 1000 km sulle Alpi (Ricky e Leo)

Da anni tentiamo di effettuare il volo di 1000 km a sud delle Alpi. Finalmente il 13 Aprile 2001 sembra la giornata giusta. Alle 6 del mattino siamo già schierati in linea di volo.
Il decollo tarda a causa della forte umidità che condensa sulle ali.
Decollare con la zavorra d’acqua ed il ghiaccio sulle ali è imprudente. Attendiamo le 7,45 del mattino per prendere il volo. Alle 8 siamo già in onda a 5.000 metri sul monte Bollettone, naturalmente con maschera d’ossigeno.
Tutta la prima parte del volo è fatta in volo d’onda. A 5.000 metri il vento misura più di 100 km/h. Rimarremo in onda fino a Bolzano. Poi l’onda diminuisce ed il volo si trasforma in volo termico.
Non facile, tutto blu. Ma abbiamo il grande vantaggio di essere partiti veramente presto.
Il freddo è terrificante. Riusciamo a mangiare un panino ma di bere non se ne parla. La borraccia pur portata vicino al corpo ghiaccia subito. Non berremo un goccio d’acqua per 11 ore. Siamo arrivati ad Alzate praticamente al buio.